Qualità - Descrizione dei parametri

PFAS

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono una vasta famiglia di composti chimici sintetici costituiti da catene carboniose, lineari o ramificate, in cui gli atomi di idrogeno sono sostituiti, in tutto o in parte, da atomi di fluoro. Il legame carbonio-fluoro, tra i più forti della chimica organica, conferisce a queste sostanze un'elevatissima stabilità chimica e una notevole persistenza nell'ambiente. Utilizzati fin dagli anni ‘40 per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e di resistenza alle alte temperature, i PFAS trovano impiego in numerosi prodotti e processi industriali.
Proprio per la loro estrema difficoltà di degradazione sono comunemente definiti "inquinanti eterni" (forever chemicals), poiché possono persistere per lunghi periodi nell'ambiente, contaminando acque e suoli e accumulandosi negli organismi viventi, compreso quello umano.
Le ricerche scientifiche hanno mostrato che un'esposizione prolungata ad alcuni PFAS può essere associata ad effetti negativi sulla salute. Tuttavia, è importante precisare che non tutti i PFAS presentano lo stesso livello di rischio: alcune sostanze, come PFOA e PFOS, sono state studiate molto più approfonditamente e sono oggi soggette a forti limitazioni o divieti in molti Paesi.

Il Decreto Legislativo n.18 del 23/02/2023 e s.m.i, relativo alla qualità delle acque destinate al consumo umano, fissa il limite massimo per la somma di 30 PFAS a 0.10 µg/L e a 0.02 µg/L per la somma dei 4 (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS).

Il limite massimo per la somma di 30 PFAS a 0.10 µg/L è in vigore dal 13 luglio 2026
Per le analisi effettuate nel periodo precedente e presenti nel portale, lo stesso limite massimo pari a 0.10 µg/L è riferito al parametro somma in vigore prima del 13 luglio 2026 e relativo a 24 PFAS anziché 30.