Organizzazione dei controlli

L'evoluzione dell'igiene in generale e, più in particolare, lo sviluppo della tecnologia applicata alla fornitura dell'acqua potabile (come la disinfezione) hanno portato ad un sostanziale miglioramento delle condizioni dell'ambiente di vita e quindi della salute della popolazione dei paesi industrializzati. Per contro, lo sviluppo dei settori agricolo ed industriale ha portato, in alcune aree, ad un inquinamento chimico delle falde acquifere.

Cresce di conseguenza l'attenzione alla qualità dell'acqua fornita dagli acquedotti pubblici e in tal senso si è evoluta la normativa attualmente in vigore in materia di "acque destinate al consumo umano".

Normativa

Il Decreto Legislativo n. 31 del 02/02/2001 e s.m.i. rappresenta la normativa di riferimento nazionale, alla quale si aggiungono, in Umbria, le Deliberazioni della Giunta Regionale n.1425 del 14/11/2001 (“Acque destinate al consumo umano. Criteri generali per la ispezione degli impianti, la fissazione dei punti di controllo analitici e loro frequenze - art.8,comma 1.D.Leg.vo n.31/2001, competenze az. USL”) e n.697 del 28/05/2003 (“Linee guida vincolanti per il controllo delle acque destinate al consumo umano e la gestione delle non conformità, in attuazione del D.Leg.vo n.31/2001”).
Con l’espressione "acque destinate al consumo umano" la normativa intende:
- le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori; - le acque utilizzate in un'impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione o l'immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano, escluse quelle, individuate ai sensi dell'articolo 11,comma 1,lettera e), la cui qualità non può avere conseguenze sulla salubrità del prodotto alimentare finale. 

La normativa stabilisce inoltre che tali acque:
- devono essere salubri e pulite;
- non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana;
- devono soddisfare i requisiti minimi previsti che, per una rete di distribuzione, devono essere rispettati nel punto di consegna.

Organizzazione dei controlli

Al fine di garantire che le acque destinate al consumo umano soddisfino tali requisiti, la norma prevede che per la verifica della qualità dell'acqua siano effettuati:

controlli interni da parte del Gestore

I Gestori (Umbra Acque, VUS e SII) effettuano controlli batteriologici e chimici sulla rete di distribuzione, alle fonti di approvvigionamento, ai serbatoi di accumulo ed agli impianti di trattamento, con frequenza e su punti che possono essere concordati con le ASL.
I Gestori sono responsabili delle acque fornite fino al punto di consegna (contatore). A valle del contatore è il titolare o il responsabile di edifici e di strutture in cui l'acqua è fornita al consumo umano che deve assicurare che i valori di parametro di qualità dell'acqua, conformi nel punto di consegna, siano mantenuti anche nella rete interna fino al rubinetto.

controlli esterni da parte della ASL

Le ASL competenti per territorio effettuano controlli batteriologici e chimici finalizzati ad una individuazione tempestiva e possibilmente preventiva di eventuali situazioni di rischio, chiedendo, nel caso, l'adozione di provvedimenti a salvaguardia della salute pubblica e vigilando sull'effettiva adozione dei provvedimenti.
I prelievi di controllo delle ASL vengono effettuati prevalentemente su punti rappresentativi della rete di distribuzione, ma possono riguardare anche le captazioni, i serbatoi e gli impianti di trattamento. Le ASL effettuano la vigilanza anche con ispezioni periodiche alle captazioni ed agli impianti, volte a verificare periodicamente la congruità degli stessi, nonché la situazione localistica. Alla ASL spetta infine il giudizio di idoneità all'uso dell'acqua destinata al consumo umano.

I controlli possono essere:

controlli di routine

Con i controlli di routine vengono ricercati i "requisiti minimi" di qualità. Tali controlli comprendono solo alcuni parametri previsti dalla normativa e mirano a fornire informazioni sulla qualità organolettica e microbiologica delle acque fornite al consumo umano, nonché informazioni sull'efficacia degli eventuali trattamenti dell'acqua potabile fornita.

controlli di verifica

Con i controlli di verifica vengono ricercati tutti i parametri contenuti nel Decreto Legislativo n. 31 del 02/02/2001 per accertare il rispetto dei valori.

controlli supplementari

Si tratta di controlli intermedi tra routine e verifica, che prevedono parametri aggiuntivi come metalli, composti organo alogenati e antiparassitari, in considerazione delle caratteristiche dell'acqua e dell'andamento della serie storica delle analisi eseguite nel corso degli anni.

La frequenza minima ed il tipo di controllo (routine o verifica) sono stabiliti dal Decreto legislativo n.31/2001 nella Tabella B1 dell'allegato II in base alla popolazione servita e/o al volume di acqua distribuita ogni giorno.

I parametri analizzati

I parametri analizzati si distinguono in:

Parametri indicatori

Sono parametri (batteri coliformi a 37°C, torbidità, durezza, alluminio, ferro, manganese etc.) il cui superamento non comporta generalmente un pericolo immediato per la salute umana, né un giudizio di non potabilità, ma rende tuttavia necessaria l’adozione di provvedimenti tesi a ripristinare la qualità delle acque (adeguamento della disinfezione, controllo del funzionamento di impianti di trattamento etc…).
In caso di non conformità, la ASL o il Gestore (oppure entrambi) provvedono alla ripetizione del campione e alla valutazione del possibile rischio per la salute umana.

Parametri microbiologici e chimici

I valori di tali parametri (escherichia coli, enterococchi, arsenico, cromo, fluoruro, nitrato, antiparassitari, idrocarburi policiclici aromatici etc.) devono sempre rimanere entro i limiti stabiliti dalla normativa affinché l'acqua possa essere destinata al consumo umano. La non conformità ai valori di questi parametri viene sempre confermata da un secondo campione di controllo;
se anche questo risulta non conforme, cioè si verifica il superamento della concentrazione limite, tenendo conto anche dell'entità del superamento del valore di parametro e dei potenziali rischi per la salute umana nonché dei rischi che potrebbero derivare da un'interruzione dell'approvvigionamento, la ASL propone al sindaco eventuali provvedimenti cautelativi a tutela della salute pubblica (divieto d'uso o limitazione d'uso delle acque erogate).
I provvedimenti cautelativi vengono revocati nel momento in cui i campioni di controllo evidenziano valori di parametro conformi.