Gli acquedotti Umbra Acque

Gli acquedotti, gestiti da Umbra Acque S.p.A. nel territorio di competenza, sono approvvigionati da 188 pozzi e da 256 sorgenti, punti di approvvigionamento che insieme all’impianto di potabilizzazione alimentato dalle acque della diga di Montedoglio sul Tevere, garantiscono il fabbisogno idro-potabile di circa 500.000 abitanti.

Gli acquedotti intercomunali principali e le relative fonti di approvvigionamento, tra loro interconnessi, che da soli forniscono oltre il 80% dell’acqua necessaria sono:

Bagnara – San Giovenale: acque di sorgente calcio-carbonatiche;

l’acquedotto di Bagnara di Nocera Umbra viene progettato e realizzato tra il 1897 ed il 1899, per portare le acque sorgive nel Comune di Perugia attraverso una condotta in ghisa da 270 mm per un percorso di 44 km. Negli anni a cavallo tra il 1950 ed il 1960, a seguito del maggior fabbisogno idrico dei Comuni riforniti da questo acquedotto, vengono captate anche le acque del pozzo “Aretusa” e della sorgente “San Giovenale” a Nocera Umbra e trasportate fino a Perugia attraverso una nuova condotta in acciaio del diametro di 600 mm, il cui percorso è parallelo al precedente che da questo momento in poi verrà chiamato “Vecchia Bagnara”.
Tali acquedotti, ad oggi, riforniscono una quota parte dei Comuni di: Nocera Umbra, Assisi, Perugia, Corciano, Magione, Passignano sul Trasimeno.

Scirca: acque di sorgente calcio-carbonatiche;

l’acquedotto Scirca nasce negli anni ’30 per volontà del Comune di Perugia, al fine di reperire nuove fonti di approvvigionamento a seguito della maggior richiesta di acqua per gli usi potabili.
Viene realizzato un acquedotto di circa 45 km in ghisa del diametro di 425 mm a partire dalla sorgente Scirca al confine tra il Comune di Costacciaro e Sigillo per arrivare in Perugia al serbatoio di Porta Sant’Angelo.
Negli stessi anni la società CREA di Torino provvederà al riordino e realizzazione di buona parte delle reti di distribuzione interne e dei serbatoi della città di Perugia. Ad oggi la sorgente Scirca adduce le sue acque, di ottima qualità, sino a Perugia con una portata variabile tra 30 e 110 litri al secondo.

Petrignano: acque di falda sotterranea;

l’acquedotto di Petrignano viene realizzato alla fine degli anni ’70, captando una falda sotterranea il cui serbatoio è costituito dalla conoide del fiume Chiascio localizzata nella piana di Petrignano.
Le perforazioni sono ubicate in maniera da attraversare completamente i depositi alluvionali della Valle Umbra Nord e l’acquifero può essere definito come monostrato freatico, caratteristica che lo rende particolarmente vulnerabile alle azioni antropiche.
L’acquedotto rifornisce buona parte del sistema della rete di distribuzione medio-basso della città di Perugia e dintorni, con una portata di circa 300 litri/secondo.

Cannara: acque di falda sotterranea;

l’acquedotto di Cannara viene realizzato tra gli anni ‘80 e gli anni ’90.
L’acquifero, di natura artesiana, presenta a circa 40 metri una spessa coltre di materiale argilloso che lo protegge dalle attività antropiche.
Il campo pozzi è costituito da 7 perforazioni con profondità compresa tra 150 e 170 metri. Le acque di tale falda come chimismo sono acque leggere con una durezza totale compresa tra 15 e 20 gradi Francesi, ma con presenza di ammoniaca, ferro e manganese di origine geologica, motivo per il quale è stato realizzato un impianto di potabilizzazione per l’abbattimento di tali parametri.
L’acquedotto di Cannara, rifornisce sia una quota parte del sistema della rete di distribuzione medio-basso della città di Perugia, che una parte dei Comuni dell’area del Lago, con una portata variabile tra 200 e 300 litri/secondo.

Media Valle del Tevere (Pasquarella): acque di falda sotterranea su strutture carbonatiche;

l’acquedotto della Media Valle del Tevere è stato realizzato nel 2004; la falda sotterranea presente in uno strato carbonatico in località Pasquarella di Baschi, viene captata attraverso 6 perforazioni sfruttando una portata massima di 300 litri al secondo.
Le acque sono di buona qualità e vengono addotte attraverso un condotta di circa 45 km del diametro di 500 mm.
Riforniscono buona parte dei Comuni della Media Valle del Tevere e una quota parte del sistema del Perugino, attraverso l’interconnessione con l’acquedotto di Cannara e Petrignano, in località Brufa.

Alta Valle del Tevere: acque superficiali dal Tevere, classificate come A2, adeguatamente potabilizzate.

l’acquedotto dell’Alta Valle del Tevere è stato iniziato nel 2006, con la possibilità di derivare acque dall’invaso di Montedoglio sino ad una portata di punta di 400 litri al secondo, una volta che sarà ultimato tutto l’acquedotto (entro l’estate del 2012).
Ad oggi è presente un impianto di trattamento per la potabilizzazione di circa 50 litri al secondo medi, necessari al fabbisogno idrico di alcune località presenti nel Comune di Città di Castello (Santa Lucia, Trestina, Promano) e di quasi tutto il Comune di Umbertide.
La definizione di acquedotto intercomunale è legata al fatto che le acque di questi acquedotti riforniscono più Comuni.
La loro progettazione, che si è sviluppata ed implementata negli anni, reperendo nuovi fonti di approvvigionamento a seguito del crescente fabbisogno idrico, è stata fatta tenendo conto della possibilità di un interscambio tra le varie fonti, in modo da poter sussidiare le magre delle sorgenti appenniniche con acqua di falda, garantendo così una costanza del servizio di approvvigionamento idrico per la popolazione servita.

La definizione di acquedotto intercomunale è legata al fatto che le acque di questi acquedotti riforniscono più Comuni.
La loro progettazione, che si è sviluppata ed implementata negli anni, reperendo nuovi fonti di approvvigionamento a seguito del crescente fabbisogno idrico, è stata fatta tenendo conto della possibilità di un interscambio tra le varie fonti, garantendo così una costanza del servizio di approvvigionamento idrico alla popolazione servita.