Acquedotti VUS

Gli acquedotti che forniscono acqua potabile ai 22 comuni gestiti da Valle Umbra Servizi S.p.A. (ATI Umbria 3) e ai loro circa 150.000 abitanti, sono estesi in un territorio piuttosto vasto tanto da costituire una rete di 2.910 km, alimentata da 257 sorgenti e 37 pozzi.

La maggior parte dell’acqua potabile erogata – su un totale di 12.300.00 mc annui – proviene da sorgenti, prevalentemente situate in zone montuose, lontane da insediamenti umani. Tali caratteristiche, unitamente all’attuazione di un accurato piano di salvaguardia delle aree destinate alla captazione delle acque, nonché a rigorosi e costanti controlli delle acque lungo la rete di distribuzione, consentono di erogare acqua di ottima qualità.

Nel territorio, i più importanti acquedotti sono: il Valle Umbra, l’acquedotto dell’Argentina, l’acquedotto consortile del Pescia, l’acquedotto di Capodacqua-Acquabianca, l’acquedotto di Montefiorello che, da soli, riforniscono circa il 60% della popolazione residente in ATI Umbria 3. A questi importanti sistemi di adduzione si affiancano altri acquedotti, di dimensioni più modeste, destinati a servire frazioni e centri urbani marginali e alimentati da piccole sorgenti o pozzi locali.


L’acquedotto Valle Umbra

L’acquedotto Valle Umbra, noto anche come Acquedotto Rasiglia-Montefalco, è alimentato dalla sorgente di Rasiglia-Alzabove, situata a quota 640 m s.l.m. in sponda destra del Menotre, nel Comune di Foligno. La portata di magra derivata è di 125 l/s. Tale acquedotto fornisce acqua ai comuni di Foligno, Montefalco, Castel Ritaldi, Bevagna, Trevi, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Spello.

L’Acquedotto dell’Argentina

L’Acquedotto dell’Argentina, realizzato negli anni a cavallo del 1970 da un apposito Consorzio formato tra i comuni di Spoleto e Campello sul Clitunno. è costituito da un’opera di captazione, da una condotta di adduzione principale di oltre 23 km e da due condotte secondarie per il convogliamento dei circa 190 l/s massimi (150 l/s in media) verso i serbatoi terminali dei due comuni. Il sistema, nel comune di Spoleto, alimenta tutto il capoluogo (ad esclusione della parte alta del centro storico) e la maggior parte delle frazioni nell’area della piana spoletina. Il sistema prevede, inoltre, dei collegamenti per le integrazioni di portata sulla rete da parte dei pozzi di S. Giacomo e di S. Nicolò.

L’Acquedotto consortile del Pescia

L’Acquedotto consortile del Pescia è stato realizzato grazie al consorzio tra il Comune di Norcia e quello di Cascia per lo sfruttamento della sorgente di Pescia, posta a 1.173 m s.l.m., nell’estremo lembo meridionale del Comune di Norcia. La portata varia tra i 50 l/s in morbida ed i 20 l/s in magra. La sorgente alimenta due acquedotti indipendenti: uno per la parte sud-orientale del Norcino ed uno per la parte occidentale del Comune di Norcia e parte del territorio di Cascia.

L’Acquedotto di Capodacqua-Acquabianca

L’Acquedotto di Capodacqua-Acquabianca è costituito da due distinte adduttrici a servizio esclusivamente del Comune di Foligno. L’acquedotto di Acquabianca ha la sorgente a quota 387 m s.l.m. in prossimità dell’abitato di Ravignano. La sua portata oscilla tra i 10 l/s minimi ai 75 l/s massimi.

L’Acquedotto di Montefiorello

L’Acquedotto di Montefiorello, costruito nel 1934, ha la presa principale in località Montefiorello nel Comune di Vallo di Nera, a quota 750 m s.l.m. Una seconda opera di presa è ubicata in località Fonte Canale a quota 1.001 m s.l.m. Attualmente quest’ultima condotta viene utilizzata per l’integrazione del rifornimento idrico del serbatoio di Ponte delle Torri tramite un sollevamento dell’acqua dell’Argentina dal serbatoio di S. Ponziano. Grazie a quest’ultimo collegamento i sistemi dell’Argentina e di Montefiorello risultano interconnessi all’interno dell’area urbana di Spoleto.

Altri Acquedotti

Oltre ai grandi sistemi di adduzione, gli altri acquedotti possono essere classificati in due grandi categorie: gli acquedotti che si originano come derivazione delle adduttrici dei grandi sistemi e fanno parte integrante di essi, integrando l’approvvigionamento idrico con eventuali risorse locali, e gli acquedotti completamente indipendenti, alimentati ciascuno dalla propria sorgente o gruppo di sorgenti.
Tra i primi ricordiamo gli acquedotti delle frazioni della Valle del Menotre (Foligno), l’acquedotto di Spello, l’acquedotto di Foligno Est-S. Eraclio, l’acquedotto di Trevi, l’acquedotto di Montefalco, l’acquedotto di Bevagna, gli acquedotti di Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi e gli acquedotti delle frazioni della piana spoletina.
Tra i secondi menzioniamo quelli di maggiori dimensioni, quali: gli acquedotti di Nocera Umbra, Valtopina, Rio-Cassignano-Barri, Colfiorito e Rasiglia-S. Sisto-S. Salvatore (Foligno), S. Terenziano (Gualdo Cattaneo), Bastardo - S. Savino (Giano dell’Umbria), Montemartano (Spoleto), Campello sul Clitunno, Sellano, Madonna della Stella (Cerreto di Spoleto), Norcia Capoluogo e Cascia Capoluogo.